lunedì 15 gennaio 2018

Semplificare

In perfetta linea con la neolingua di Orwell, anche l'italiano sta vivendo una fase di semplificazione. Basta con tutte queste parole, questi lemmi, questi vocaboli dai mille significati e da altrettante sfumature: in fondo, non sono tutti varianti di un unico concetto, che viene poi declinato in diversa maniera a seconda dei casi?
Esempio banale: la seguente lista di nomi con aggettivo qualificativo.
Somma cospicua
Occasione ghiotta
Gioiello prezioso
Dichiarazione clamorosa
Entro cinquant'anni - accetto scommesse - non si utilizzeranno più codesti aggettivi, che saranno utilmente rimpiazzati da uno solo: quale?

venerdì 12 gennaio 2018

Posto più sicuro del mondo

Rifugio anti-atomico, resistente a qualsiasi tipo di intemperie e simili catastrofi. Al suo interno la fisiologia umana è rallentata, per cui la fame e i bisogni si rendono meno impellenti e più sopportabili.
Ultimo baluardo contro l'estinzione della specie.

mercoledì 10 gennaio 2018

Giochino

Cambiando una lettera al verbo misterioso, si ottiene lo scopo per il quale si compie, il più delle volte, l'azione in esso contenuta.

mercoledì 20 dicembre 2017

Errata corrige

Caro Babbo Natale,

spero che questa mia lettera preceda quella che ti ho mandato ieri. A questo scopo infatti invio la presente per corriere, confidando nella lentezza del nostro servizio postale.
Ti riscrivo perché vorrei apportare una modifica ai miei desideri: nell'altra missiva facevo infatti riferimento ad una serie di capacità intellettive delle persone, ma mi sono reso conto che non era la richiesta migliore; piuttosto, credo che sarebbe più opportuna una presa di coscienza collettiva.
La generazione europea cresciuta dopo la seconda guerra mondiale non ha memoria di un conflitto, non sa cosa significhi l'angoscia nel vedere un figlio partire per il fronte, non conosce l'ansia nella consultazione del bollettino di guerra sperando di non leggere nomi noti. Tutto questo è stato affidato interamente alla memoria dei loro nonni o genitori, che in larga parte sono scomparsi; tra non molti anni, saremo privi di testimoni del più grande evento bellico della storia dell'umanità. Ciò non deve fermare la memoria, affinché funga da costante guida: la guerra nuoce solamente, e dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per scongiurarla. Sul nostro suolo come altrove. Anche le piccole azioni quotidiane devono essere improntate a questo, onde evitare che ci si trovi nuovamente, e scioccamente, ad essere messi gli uni contro gli altri.

So che in Lapponia non vi occupate molto di questioni simili, penso che la vostra azienda sia più simile ad una mega Amazon (mi auguro però che le condizioni lavorative siano migliori), però sappi che l'umanità corre un grande rischio ultimamente, e necessita di saggezza.
Gli errori del passato devono illuminare la strada del presente.

Cordialmente tuo,

Belze

martedì 19 dicembre 2017

Lettera aperta a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
non ci sentiamo da ormai qualche lustro.
Il lustro è un periodo di tempo pari a cinque anni, non a venticinque come ho sentito dire l'altra sera da un telecronista.
Credo sia da quando facevo le elementari, forse dal Natale in cui anziché portare tu qualcosa ti sei preso mio nonno. Manco a farlo apposta, proprio oggi quel lutto diventa maggiorenne, a testimonianza di quanto tempo sia passato senza che ci siamo mai parlati. Oddio, non che prima tu fossi di molte parole, anzi ti trovavo un po' orso: alle mie richieste rispondevi con doni da te scelti arbitrariamente, non esattamente ciò che s'intende per un confronto proficuo e costruttivo.
Ciancio alle bande e vengo al dunque.
Come ogni letterina che si rispetti, anche la mia ha delle richieste. Dato che ormai sono cresciuto, evito di chiederti beni materiali perché so che a quelli provvedono i miei familiari, ma dato che ho sempre nutrito qualche dubbio circa la tua reale entità, ho pensato bene di ambire a qualcosa di leggermente più astratto.
Caro Babbo, quando seguo la politica, cosa che accade quotidianamente, vivo momenti di profonda inquietudine: ho come la sensazione che le persone abbiano smesso di interessarsene e preferiscano appaltarne interamente la gestione a determinati soggetti, illudendosi che abbiano a cuore l'interesse pubblico e collettivo. Così non è, anzi semmai è vero l'opposto: più i cittadini si disinteressano e più è facile per chi si trova in certi ruoli approfittare del proprio potere per perseguire scopi ed interessi personali. Orbene, sarei molto contento se questo Natale portasse in dono a ciascuno di noi un pizzico di voglia di sacrificio, di approfondimento, di perdita di tempo, affinché le nostre menti si facciano più raffinate e non così facilmente manipolabili. Mi rendo conto che sia chiedere la Luna, però ormai non so a chi altro rivolgermi, pensa come sono messo.
Confido di avere tue notizie a breve.